Amici, dove eravamo rimasti?
Ah si, ero appena rientrato in Italia dopo l'avventura in Repubblica Democratica del Congo.
Nella valigia del ritorno c'erano sorrisi di bambini, un'ustione sulla capoccia, un parto difficile (non il mio!! so fare tutto, ma per partorire mi devo ancora attrezzare!) e la speranza di raccogliere molti soldi per garantire cure mediche nel cuore dell'Africa.
Quando sono atterrato a Fiumicino, dopo il giro del mondo tra scali aerei e fusi orari, era la fine di febbraio del 2010. Da allora sono passati 20 mesi, ma andiamo con ordine.
A marzo 2010 Mediaset ha mandato in onda La Fabbrica del Sorriso per raccogliere fondi anche per l'associazione Soleterre. Il progetto prevedeva di trasportare e impiantare un ospedale mobile a Zongo, un posto dove Cristo si è fermato prima ancora di Eboli! Non ve lo ricordate? Riguardatevi il servizio e vi porto in Africa
Ora torniamo a noi!

Mediafriends aveva raccolto per Soleterre 500.000 euro e finalmente a settembre 2010 ha mandato un bel bonifico, nel frattempo Soleterre aveva già iniziato alcune attività:
Il 21 luglio 2010, data da ricordare come il 1492 anche se io non sono Cristoforo Colombo, dal porto di Brindisi sono partiti 8 container con la supervisione di WFP-UNHRD, su mandato del MAE. La nave con i container ha navigato sino al Camerun. Fin qui, diciamo, tutto bene, escluse tempeste, venti forza 8 e dogane da superare. A Douala è arrivata il 6 agosto e da lì, via terra, alcuni camion hanno iniziato a camminare con gli 8 container.
31 agosto 2010: arrivati a Bangui è stato necessario caricare ogni container con una gru su una piattaforma di trasporto, ma visto che siamo in Africa, meglio chiamarla chiatta. Dopo la rottura della gru, il quasi affondamento di una chiatta, le secche del fiume, le piene delle piogge, i funzionari burocrati con timbri sempre da aspettare; ad ottobre tutti i container hanno percorso 1Km di fiume per arrivare finalmente in Repubblica Democratica del Congo. Da lì uno in fila all'altro, dopo mille peripezie e controlli di ogni tipo, sono arrivati lentamente in quel posto sperduto chiamato Zongo.
Siamo a febbraio 2011 e i container sono stati assemblati e sono diventati un ospedale: meglio dei LEGO!!
E ora siamo al lavoro per demolire le vecchie strutture e costruire reparti di degenza, pediatria e maternità, cucina, refettorio, bagni, lavanderia, ecc.
Il terreno sui cui siamo è della Figlie di San Giuseppe di Genoni, partner Soleterre.Vi ricordate Suor Maria Concetta? Una nuova Madre Teresa. È tale la sua purezza che quando mi ha fatto una carezza sul viso, subito mi sono comparse ali e aureola!
Da gennaio è iniziaita la formazione del personale locale grazie ad un medico italiano che sta organizzando la direzione sanitaria dell'ospedale mobile. A novembre arriva la responsabile di progetto che è infermiera.
Da gennaio 2012 inizieranno gli interventi chirurgici e, entro giugno, saranno ultimati tutti i lavori. Ho pensato di chiedere alla gente di Zongo di venire a lavorare sulla Salerno-Reggio Calabria così ci spicciamo a finire i lavori in corso! L'ospedale tra un po' sarà operativo e quasi quasi vado a Zongo a ricoverarmi... ormai è ufficiale ho il mal d'Africa.
Prima di salutarci, voglio dirvi che Carla, la piccolina nata durante il servizio de LE IENE, è sana e salva. È la bambina più cicciona che abbia mai visto in Africa: mangia tantissimo perché tutti le portano doni. Appena ci vado le porto un vassoio di babà napoletani!
Ve la faccio vedere !!!!! 
PER INFO: www.soleterre.org

Zongo è un posto sperduto. Al centro dell'Africa. Proprio all'Equatore, quella linea che divide il mondo e ci facevano studiare un casino a scuola insieme a meridiani, paralleli, poli sud e nord. Ci sono arrivato da qualche ora, sopra una barca di legno a remi, una di quelle piroghe che si vedono nei film.
Torno a guardare l'ospedale: è un posto assurdo, Muri diroccati e sporcizia in ogni dove. Non c'è acqua né luce. E fin lì tutto è accettabile, ma senza farmaci, sale operatorie, medici, come si fa? Proprio il posto dove uno pensa: "Se mi viene qualcosa, mi faccio ricoverare qui!" Gli stanzoni sono bui e nei letti praticamente attaccati ci sono casi di tutti i tipi: neonati, bambini con meningite, mamme ammalate! L'odore che c'è dentro mi prende alla gola. Esco.